L’ottima condotta del 6 febbraio 2020.

Oggi, uscendo da scuola ho assistito all’ennesima epifania dell’amore.

Una ragazza, fuori dal cancello dell’Istituto, aspettava il suo moroso (direbbero così in Emilia) e appena lo ha intravisto tra centinaia di occhiali, zaini e altrettanti giubbotti gli è volata al collo.

Lei era rossa e felice, lui sorpreso ed orgoglioso.

Un bacio è stata la logica conseguenza: abbastanza lungo da permettere al traffico delle macchine di liberare la carreggiate, non tanto persistente da non lasciarmi intravvedere, con la coda dell’occhio, il momento in cui gli occhi sono tornati ad aprirsi.

Dal finestrino della mia auto, all’improvviso, i miei pensieri hanno perso corpo: dietro il consueto palazzo il sole è tornato al suo splendore abbagliante.

I ragazzi che si amano si baciano, direbbe il Poeta.

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Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s’aiment
Ne sont là pour personne
Et c’est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants

Leur rage leur mépris leurs rires et leur envie
Les enfants qui s’aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l’éblouissante clarté de leur premier amour

Jacques Prevert

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