La buona condotta senza il Ministro

L’intervista rilasciata dal Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, a Gianna Fregonara, sul Corriere della Sera, è raccapricciante.

Il Ministro oltre a non essere in grado di immaginare una riapertura delle scuole in maggio, sforzo che non appare semplice nemmeno a chi scrive se non avendo il coraggio di tracciare linee prioritarie, dà l’impressione di un pugile suonato, incapace di reagire ai colpi inferti al sistema scolastico dalla pandemia.

La lettura che ne risulta ci lasci orfani. Orfani di argomenti, quei pochi messi in campo sono miseri, orfani di idee, che vengono affidate ad una commissione che sta lavorando ad una scuola che dovrà nascere da questa emergenza, orfani di parole, affidate a frasi striminzite infarcite di insulsi slogan.

Non possiamo permetterci a capo di dicasteri così importanti, un’approssimazione così vistosa. Non possiamo permettere a nessuno di affermare con tanta estrema superficialità: “lo studente merita 8 avrà 8, se merita 5 avrà 5. La didattica a distanza ci ha permesso di mettere in sicurezza l’anno che altrimenti sarebbe andato perso.” Mettere in sicurezza da cosa? Chi merita 8 o 5 o qualsiasi altro voto? Chi non è stato capace di seguire la DaD? Come farò ad attribuire un voto a ragazzi che sono rimasti chiusi in casa per oltre due mesi se non attraverso una concessione di giusta fiducia?

Come si può dire che la scuola ha chiuso ma non si è mai fermata? Perché mettere assieme il lavoro meritevole di tanti insegnati svolto in queste settimane con il lavoro d’aula?

Chi sono quelli a cui dedicheremo le prime settimane perché sono rimasti indietro?

I miei allievi, TUTTI, hanno bisogno di ripensare (non recuperare, ma ripensare, riflettere assieme al gruppo, ragionare) questo tempo. Devo bocciarli tutti per sperare di fare qualche giorno di scuola in più quando tutto questo sarà finito?

Comprendo i rischi che corre una stroncatura di questo tipo, e sono disponibile a sopportare chi avrà voglia di insultare offrendomi un posto da Ministro, ma è intollerabile parlare di scuola in questi termini, avendo come solo fine quello di fingere una normalità che non esiste.

Ci faremo trovare pronti, Egregio Ministro, è una frase insensata, impossibile pronunciare in un tempo come questo, peggio di questa c’è solo andrà tutto bene.

Il silenzio è di gran lunga più serio.

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