La buona condotta del 18 aprile 2020

C’è una parola che torna in questo tempo e che non è facile da decifrare.

E’ una di quelle a cui spesso, nei vostri commenti, avete appeso la difficoltà di questi giorni. Il suo campo semantico getta i DaD(i) di oggi sul tavolo del delle arti liberali e del loro significato.

Nella ricerca di senso, che angoscia inutilmente l’uomo, ci si domanda a cosa possa servire l’arte, la letteratura, la musica?

Molti di voi non faranno alcuna fatica a proporre argomenti in difesa dell’utilità della musica (lo avete dette ampiamente nei vostri commenti agli album che vi ho proposto in questa piccola rubrica), ma se il dubbio di oggi viene messo in relazione a questo tempo sospeso, a questo periodo in cui l’umanità è alle prese con il dolore dei propri limiti, si può rispondere con la stessa facilità di ieri?

Qui vi propongo una poesia di Salvatore Quasimodo “Alle fronde dei salici”, scritta durante l’occupazione nazista a Milano, pubblicata sulla rivista Uomo e poi inserita nella raccolta Giorno dopo giorno del 1947.

E’ una poesia che tenta di dare una risposta alla domanda centrale di questa bagattella. Può la poesia, l’arte, la musica, essere di consolazione?

Le sue parole del 1946, contenute nel saggio intitolato “Poesia contemporanea” e nella rivista “La fiera letteraria” (1947), sulla necessità di “Rifare l’uomo”, vanno lette con attenzione: 

“Io non credo alla poesia come ‘consolazione’, ma come moto a operare in una certa direzione in seno alla vita, cioè “dentro” l’uomo. Il poeta non può consolare nessuno, non può abituare l’uomo all’idea della morte, non può diminuire la sua sofferenza fisica, non può promettere un eden, né un inferno più mite […] Oggi poi, dopo due guerre nelle quali l’”eroe” è diventato un numero sterminato di morti, l’impegno del poeta è ancora più grave, perché deve rifare l’uomo, quest’uomo disperso sulla terra, del quale conosce i più oscuri pensieri, quest’uomo che giustifica il male come una necessità, un bisogno al quale non ci si può sottrarre […] Rifare l’uomo, è questo il problema capitale […] quest’uomo che giustifica il male come una necessità […] quest’uomo che aspetta il perdono evangelico tenendo in tasca le mani sporche di sangue. Per quelli che credono alla poesia come a un gioco letterario, che considerano ancora il poeta un estraneo alla vita, uno che sale di notte le scalette della sua torre per speculare il cosmo, diciamo che il tempo delle speculazioni è finito. Rifare l’uomo, questo è l’impegno”. 

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ALLE FRONDE DEI SALICI

E come potevano noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

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La musica non consola di Giuseppe Fantasia

65 Replies to “La buona condotta del 18 aprile 2020”

  • In questi giorni ognuno di noi sta sperimentando i limiti: come ad esempio non poter uscire di casa. Trovare consolazione attraverso una canzone o una semplice lettura di una poesia è comprensibile, ma tutti noi sappiamo che dietro una canzone è una poesia c’è la paura e il dispiacere di quello che stiamo vivendo in questi giorni.

  • Anche io penso come il il giornalista che la musica sui balconi non consola, secondo me è solo un momento di svago e di divertimento giusto per non pensare sempre al corona virus. Secondo me è anche un metodo per mettersi in mostra sui social come ho visto io stesso.

  • Credo che in questo periodo l’arte, intesa come musica e poesia, non sia una vera e propria consolazione, potremmo definirla una “distrazione” che ci fa stare bene dentro.

    Ho letto tante poesie di Quasimodo, mi piacciono, questa non la conoscevo, ma mi ha colpito come tutte le altre.

  • Questa poesia è davvero molto bella e fa capire come delle piccole cose come la poesia, la musica, l’arte non siano così tanto piccole e possano davvero essere di grande aiuto in momenti come questo, inoltre ci aiutano ad aprire la mente e porci domande sulle tematiche trattate.

    • La domanda, però, cara Ilaria, almeno in questo contesto è rovesciata. Sia Quasimodo, che Moricone negano l’arte come consolazione…
      Che n dici?

  • Vedendo l’intervista fatta a Morricone, mi sono reso conto tuttavia che la musica ha un grande potere, ma che in questo momento non è opportunamente efficace. Non ha senso cantare, perché in questo momento oltre a rallegrare gli animi della gente, non ha una grande utilità nel migliorare la situazione.

  • In questi giorni dove tutto il mondo si sta sacrificando per avere un futuro migliore e sconfiggere la minaccia che oggi ci tormenta la musica e la lettura mi aiutano a trascorrere le mie giornate senza dover infrangere le regole a noi imposte.

  • Sì, la musica ha un grande potere, ma in questi giorni difficili non basta mettere della musica ad alto volume nel proprio balcone.

  • Questa poesia fa riflettere molto. Noi ascoltiamo la musica, ma non sappiamo se è essa a consolarci o se ci fa semplicemente distrarre. In questo momento però, sia la musica che la poesia ci possono accompagnare in queste giornate difficili.

  • In questo periodo ognuno di noi soffre per vari motivi: non vedere i propri cari, non uscire di casa e non scambiare un abbraccio con il proprio migliore amico. La musica e la lettura sono una grande consolazione sperando sempre che tutto torni come prima.

    • Grazie del pensiero, Luciano. Ti segnalo che l’articolo si muove nella direzione opposta. Tu cosa pensi delle parole di Quasimodo e di Morricone?

  • Secondo me la musica è uno strumento molto importante perché ci offre speranza, specialmente in questo momento molto delicato

    • Grazie del pensiero, Rachid. Ti segnalo, come a Luciano, che l’articolo si muove nella direzione opposta. Tu cosa pensi delle parole di Quasimodo e di Morricone?

  • Secondo me la poesia, l’arte e la musica possono essere di consolazione. Io, con alcuni compagni, in questo brutto periodo faccio video chiamate, per suonare o cantare assieme. Canti popolari, per dimenticare per un’ora il brutto periodo che stiamo vivendo e esprimendo la nostra arte.

    • Buona musica, Carmine. La riflessione di Quasimodo e di Morricone si muove però in altra direzione. Cosa ne pensi?

  • Conosco alcune poesie molto belle di Salvatore Quasimodo, questa non la conoscevo. Da lettura si comprende che non sia sia stata fatta per consolare, anzi sembra che trovi le parole per descrivere qualcosa di vissuto con dolore.
    La poesia mi fa pensare anche all’arte in generale, a come nei periodi più oscuri e dolorosi l’arte arrivi al punto di non esser più di consolazione.

    • Grazie, Valeria. La domanda che mi pongo e ti rivolgo è la seguente: a cosa è servita l’arte a cui abbiamo fatto ricorso in così tanti per tutti questi giorni? La risposta più semplice sarebbe consolare, ma se si rifiutasse quest’argomento a cosa potremmo accompagnarci?

  • Secondo me in questo periodo poco bello ognuno di noi cerca rifugio nella musica, nella lettura, nei film in qualunque altra cosa. Pur sapendo che dietro queste cose si nascondono le nostre paure anche se noi in quel momento non vogliamo ammetterlo. Cantare sul balcone non cambia la situazione, ma è un modo per fuggire.

  • Per me la musica è la poesia in questo brutto periodo sono una consolazione, e mi accompagnano in questo giornate difficili: Questa poesia mi sembra stata scritta ieri, perché si porta dietro l’angoscia dell’epoca.

    • Paolo, il testo però, in verità, dice che l’arte non può consolare. Se leggi con attenzione l’articolo in cui si riporta il pensiero di Morricone, questo punto di vista dovrebbe risultarti chiaro.

  • Io credo che l’arte della poesia e della musica sia capace di distrarre dai problemi. L’arte della poesia e della musica ti permette di entrare in un mondo tutto tuo, dove ogni cosa é migliore dove tu puoi esprimere ciò che sei e ciò che vuoi senza avere paura di giudizi o derisioni. Credo che senza musica o senza poesia o altre tipologie di arte questa quarantena sarebbe stata molto noiosa e difficile da trascorrere.

  • In questo periodo, ma anche in altri, la poesia, la musica sono stati strumenti di svago. Attraverso essi possiamo attenuare il nostro dolore, quasi da dimenticar in alcune circostanze l’ esistenza di questi mali.

  • Dopo aver letto l’intervista fatta a Morricone posso dire che non sono d’accordo con quello che dice. Secondo me la musica ci aiuta ad distrarci da quello che sta accadendo.

    • Carissimo Gabriele, grazie del tuo pensiero. Solo un dubbio. Se l’arte serve solo come elemento di distrazione, o anche di consolazione, potremmo farne a meno quando siamo felici?

  • Io penso che la poesia e la musica, invece, possano aiutare e consolare. Certo, non promettono una vita migliore, un paradiso, o una condanna, come vi è scritto nel testo, eppure nei momenti difficili, mettere su una musica allegra può rendere tutti più felici, così come una poesia può farci vedere il mondo con un punto di vista diverso, magari migliore.

  • Io credo che in questo periodo così difficile in cui tutta l’umanità sta soffrendo la musica, l’arte e la poesia non siano dei fattori che ci possono consolare, forse lo possono fare ma in parte non del tutto.

  • La musica e la lettura per noi ragazzi è importante perché quando non abbiamo niente da fare sentiamo canzoni e qualche volta leggiamo.

  • Musica, arte e poesia possono anche essere di consolazione, ma in questa poesia intuisco che Quasimodo abbia scritta più per sfogo che per avere consolazione.

  • Sì, la musica e la letteratura in questa pandemia hanno fatto da padrone, da distrazione, da consolazione a casa e sui balconi. Abbiamo avuto grazie a loro tempo per pensare e per ragionare. Penso che l’arte sia uno stimolo positivo in generale, un aiuto a capire tante cose, un relax. Io, tra la tristezza e l’amarezza di quanto ci é accaduto, credo che sia servito a ritrovarci un po’…

    • Carissimo Pasquale, pubblico il commento perché trovo che sia interessante la tua idea, ma mi pare che rispetto al tema del post sia leggermente fuori fuoco…

  • In questo brutto periodo penso che la musica, le poesie e i libri ci aiutano molto. Io credo che non ci possano consolare, ma ci aiutano a distrarre la nostra attenzione dal problema.

  • In questo brutto periodo, secondo me, la musica e la lettura ci possono aiutare molto, perché ti fanno dimenticare il momento difficile che stai attraversando.

  • Il testo dice che l’arte non può consolare, io credo che nel periodo in cui siamo, anche una lettura o semplicemente un ascolto musicale, sia un buon modo per “staccare” dal nostro unico pensiero.

  • La musica e la letteratura fino ai tempi più antichi e servita all’uomo come mezzo di espressione dei propri sentimenti. Nella poesia ALLE FRONDE DEI SALICI si parla però dell’emozioni di tutte le persone e poeti che hanno vissuto in quell’epoca disperata e piena di orrori, infatti in quell’epoca molte persone venivano uccise ingiustamente e i poeti potevano solo scrivere di quegli orrori.

  • In questo brutto periodo penso che la musica e il libri ci aiutano molto. Non penso che ci possano consolare, ma ci aiutano a distrarci dal problema.

  • Secondo me la musica in questo periodo di pandemia non è una consolazione, anche se ascoltare musica non ci fa pensare sempre al virus.

  • Io penso che l’arte della poesia e della musica sia capace di distrarre dai problemi. L’arte della poesia e della musica ti permette di entrare in un mondo tutto tuo, dove ogni cosa é migliore dove tu puoi esprimere ciò che sei e ciò che vuoi senza avere paura di giudizi o derisioni.

  • Secondo me la musica in questo periodo è molto di aiuto perché non ci fa pensare sempre a quello che succede nel mondo. Sui libri posso dire poco perché non leggo quasi mai.

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