Il Diario dei Fantasmi. A Caccia di una messinscena. Parte I/4

Perché i Fantasmi sono sempre associati a qualcosa di negativo?

Io piuttosto li assocerei a qualcosa che c’è, ma non si vede, e proprio perché non si vede, proprio perché ha contorni sfocati e non chiari, i fantasmi finiscono per far paura.

Sto parlando del senso di inadeguatezza e dell’insicurezza.

Vi presento i miei di fantasmi.

Cerco di reprimerli, nasconderli, ma non ho mica potere su di loro… a loro quando salta in mente appaiono!

Zaccheté!

Ero tutta tranquilla, rilassata e non ci pensavo proprio.

Arrivano senza che nessuno li abbia invocati!

Tutta la razionalità sparisce. Nasce l’ansia: il mio corpo si immobilizza, nella mia testa nascono delle parole con un suono, ma dalla mia bocca escono con un suono completamente diverso.

Mi arrabbio e più mi arrabbio e più mi sento inadeguata. L’inadeguatezza apre le porte al giudizio.

Le scelte che mi rimangono sono davvero poche.

Dovrò accoglierli, i miei fantasmi, dovrò, man mano, accorciare le distanze, fino alla confidenza, oppure mi toccherà scappare con scarpe comode, rinunciando per sempre a conoscerli?

La mia fortuna è la curiosa e, in più, odio la solitudine, naturalmente queste due compagne mi spingono ad aprire le braccia all’accoglienza.

Se poi, se proprio non dovessi farcela, allora vorrà dire che chiederò aiuto: che la paura se condivisa con un grido fa un po’ meno paura e forse urlando pian piano svanisce… proprio come capita ai fantasmi…

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Voce di un’anima irrequieta con scarpe argentate...

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