La buona condotta e i minuti di lezione

La buona condotta del primo giorno di giugno torna a parlare dell’argomento per cui è nata: la scuola. Il tema è quello dei minuti di lezione.

Da tempo sostengo che aumentare gli incontri con le classi, diminuendo il tempo di permanenza in aula sia un buon viatico per didattica. Se le mie sei ore di lezioni, quattro ore di Italiano e due di Storia, diventassero 6 incontri di italiano e tre di storia da 40 minuti, sarebbe buona cosa. I benefici di una lezione che dura 40 minuti potrebbero essere molteplici e la drammaturgia della giornata scolastica probabilmente cambierebbe in meglio.

Provo a spiegarmi.

Il contratto nazionale di lavoro degl’insegnamenti prevede 25 ore settimanali di insegnamento frontale nella scuola dell’infanzia. 22 ore settimanali nella scuola elementare, 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria di prima e secondo grado (medie e superiori per intenderci). Ad oggi un insegnante svolge il suo orario di lavoro su diverse classi. Io ad esempio, che insegno Italiano e Storia in un scuola secondaria, ho assegnate tre classi: in ognuna di esse effettuo attività didattica per 6 ore. Cioè, ad oggi con ore intere, entro in classe per sei volte a settimana. Con frazioni orarie da 40 minuti, e lasciando il quadro orario per disciplina invariato, potrei vedere i ragazzi non sei volte a settimana, ma nove volte a settimana, distribuendo il mio lavoro in maniera diversa e certamente traendo qualche beneficio dall’opportunità di monitorare meglio l’apprendimento dei miei allievi e beneficiando di una maggiore concentrazione degli allievi su tempi più brevi. Se poi le classe fossero composte da meno studenti, allora questa terribile epidemia sarebbe servita a migliorare davvero la scuola italiana.

SARA COSI’?

Temo che le cose non andranno esattamente in questo modo e temo che ancora una volta saranno gli allievi ad essere sacrificati sull’altare del buon governo delle nostre istituzioni scolastiche. Il mio timore è che questa storia dei 40 minuti possa far diminuire il tempo scuola.

Mi spiego.

Se l’intenzione di dividere le classi e accorciare i minuti di permanenza in aula servisse solo per recuperare personale avremmo una situazione di fatto ben diversa da quella in teoria migliorativa fin qui descritta. Ci troveremmo di fronte all’assioma di meno scuola per tutti.

Se Mario, Maria, Francesca e Francesco vedevano il loro insegnante di italiano per sei ore a settimana, oggi divisi e con lezioni da 40 minuti, quante volte lo avranno a loro disposizione? Le nove volte che dicevamo prima o solo sei volte con un orario di permanenza inferiore? Oppure ancora meno?

Qualcuno potrebbe eccepire che il mio discorso è centrato solo sulla quantità del tempo scuola e che tiene ben poco conto della qualità dello stesso. L’antitesi è pertinente, ma non credo risolutiva in quanto i professori che faranno lezione ai nostri ragazzi saranno i medesimi e la qualità non cambierà, almeno nel breve periodo e certamente nemmeno nel lungo periodo se non si avrà il coraggio di mettere mano alla selezione della classe docente di questo nostro Paese. Quest’ultima però è un’altra storia.

I problemi di distanziamento posti dal Covid-19 offrono un’opportunità di ripensare la scuola e porre rimedio alla piaga delle classi pollaio, ma bisogna avere la giusta attenzione se non vogliamo che i rimedi siano addirittura peggiori del male. Avere classi con meno allievi certamente renderà la didattica migliore, offrendo la possibilità ai docenti di seguire con maggior attenzione il percorso formativo degli studenti. Se per fare questo dovremo diminuire un po’ il tempo scuola dei ragazzi il gioco potrebbe valer la candela, ma la diminuzione dovrà essere ben ponderata. Non si può certo pensare ad un dimezzamento della permanenza degli allievi in aula, o meglio si può anche pensare come fatto eccezionale, ma non certo come sistema.

Vi sono poi un’altro paio di argomenti direttamente legati al tempo di permanenza in aula di un insegnate. Il primo riguarda gli adempimenti burocratici che ogni insegnate deve fare entrando in classe ; il secondo è il destino del tempo perso.

Sugli adempimenti bisognerà snellire le procedure. In aula si dovrebbe semplicemente firmare e scrivere l’argomento della lezione. Entrate in ritardo, uscite anticipate, giustificazioni, devono essere adempimenti burocratici da svolgere fuori dall’aula. A Modena per esempio le giustificazione erano state abolite con l’ingresso del registro elettronico e l’entrata e l’uscita regolata da una colonnina in cui gli studenti passavano un badge. Persino l’appello era semplificato, bastava sistemare qualche dimenticanza.

Sul destino del tempo perso vale la pena fermarsi un attimo. La scuola è relazione e il tempo impiegato per gli allievi non è solo quello in cui si spiega, come si diceva un tempo, o s’interroga, termine che andrebbe abolito definitivamente dall’universo scuola, ma piuttosto è il modo con il quale ci si prende cura degli altri. Prendersi cura delle persone è un impegno che richiede tempo ed attenzione. E’ quello generalmente il tempo che qualcuno considera tempo morto delle lezioni. Niente di più sbagliato. Persino le aziende, che delle aziende la scuola è capace di prendere solo gli aspetti peggiori, hanno compreso che organizzare una colazione di lavoro, o mandare in vacanza i dipendenti assieme per discutere di un progetto è un ottimo modo per generare creatività, spirito di collaborazioni, intese, competenze.

Oltre a portare a 40 minuti le ore di lezione, pensiamo anche a fare un paio di pause più lunghe, allestiamo un punto ristoro, rinforziamo il servizio biblioteche con riviste, giornali, fumetti, tentiamo di allestire uno luogo adeguato per ricever i genitori in maniera dignitosa, ripensiamo alle palestre per dare la possibilità di praticare più sport. Prendiamoci cura della socialità dei nostri ragazzi. Vedrete che le ore di lezione saranno più proficue e il tempo perso sarà tempo guadagnato.

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Da La Repubblica del 30 maggio 2020. Intervista ad Eraldo Affinati.

17 Replies to “La buona condotta e i minuti di lezione”

  • Mi sembra una buona idea perché magari molti ragazzi si stancano facilmente…

  • Fare molte ore consecutive stanca, secondo me. La qualità é più importante della quantità! Sì alle pause, ma senza stravolgere tutto.

  • È un ottima idea, perché noi ragazzi abbiamo questo difetto di stancarci facilmente.

  • Quella che hanno avuto è una buona idea di fare le lezione di 40 minuti, infatti in altre scuole le lezioni le fanno di 40 minuti.
    Però il vero problema è che noi ragazzi ci stanchiamo troppo facilmente.

  • Io sono d’accordo a questo sistema, vista la situazione questi provvedimenti sono necessari. Secondo me praticare delle lezioni all’aperto sarebbe un’ottima idea.

  • Secondo me fare le lezzioni di 40 minuti possono essere meglio perché non diventano pesanti e ci stanchiamo di meno, ma è anche vero che noi ragazzi anche dopo 2 minuti non abbiamo più voglia. Sarebbe comunque una buona idea.

    • $0 minuti possono essere anche una buona idea, ma l’idea è quella di continuare a studiare durante il corso di tutta la giornata, tutta la vita. Lo studio è attenzione prima di ogni altra cosa.

  • Secondo me far durare le lezioni 40 minuti è un ottima idea, perché così potremmo riabituarci a tornare fra i banchi di scuola, o soltanto tornare a seguire le lezioni dal vivo senza distrarci, dato che ormai noi ragazzi ci distraiamo molto facilmente.

  • Secondo me fare lezione di 40 minuti è un ottima idea. Saremmo più concentrati e faremmo meglio a scuola.

  • Fare lezioni di 40 minuti secondo me è giusto. La cosa migliore però è avere un professore che fa passare un’ora in un attimo.

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