La buona condotta del 8 marzo 2019.

Molte delle cose che facciamo necessitano di tempo. Di molto tempo. L’attesa è uno strumento necessario della funzione docente. Uno di quelli da non dimenticare, al pari della penna, del foglio e degli appunti delle lezioni.

Pur essendo difficile da comprendere, aspettare è un intervallo significativo del mio lavoro.

Oggi ho preso posto ad un pranzo dei 100 giorni. Si chiama così il banchetto apparecchiato per festeggiare i 100 giorni dall’agognato diploma.

E’ un rito che si consuma al Sud, sconosciuto nel Nord Italia.

La familiarità con cui mi hanno accolto i miei ex allievi, gli occhi affettuosi con cui ascoltavano le parole del loro insegnate di italiano, mi hanno commosso.

La nota, che può sembrare un fatto privato o addirittura un becero tentativo di glorificazione del proprio lavoro, è qui riportata a testimonianze del valore del tempo nell’educazione.

Si può, in un periodo relativamente breve, sviluppare una competenza, rafforzarne una esistente, imparare a districarsi in un processo di produzione, ma educare è cosa ben più complicata.

Per educare c’è bisogno della generosità e della speranza, della grazia e dell’attesa.

Gettare un seme significa confidare nella benevolenza della terra nella temperanza del clima.

La terra continua ad essere buona, ma il clima non dipende dal contadino che apre le mani e stende il braccio.

In bocca al lupo, ragazzi.


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