La buona condotta del 4 aprile 2019.

Simone ha 15 anni e potrebbe essere uno dei miei studenti.

Il pomeriggio del 2 aprile, intorno alle 18.30, nella periferia est di Roma, i residenti del quartiere Torre Maura, hanno cominciato a protestare contro la decisione del comune di trasferire un gruppo di settanta rom ( 15 uomini, 22 donne e 33 bambini) in quello che fino a poche settimane prima era un centro per richiedenti asilo. Gli abitanti della zona hanno preso i cassonetti della spazzatura e li hanno messi in mezzo alla strada, incendiandoli.

Poche ore dopo, un presidio di CasaPound, guidato da Mauro Antonini, e un gruppo di Forza nuova, getta a terra i panini destinati ai rom e calpestandoli urlano: “Zingari, dovete morire di fame”.

Subito dopo si scatena la solita lotta politica.

La storia potrebbe finire qui.

Non avrebbe nulla di particolare, se non l’oscenità del gesto e delle parole usate a sproposito., non avrebbe niente a che vedere con questo diario di scuola.

Ma per grazia ricevuta sulla scena irrompe Simone.

Lui, no. Lui dice di non essere d’accordo con il presidio. Rompe l’unanimità di una verità comoda ed esprime la sua opinione.

E’ li che inizia il mio mestiere, o forse finisce: dove il coraggio e gli argomenti incontrano la lingua di un adolescente.

E’ un mestiere meraviglioso perché nella forza delle idee la violenza diventa ridicola.

Studiate, ragazzi, studiate!

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