La buona condotta del 9 aprile 2019.

Non sono mai stato il primo della classe. Ho sempre pensato alla scuola come un luogo di incontro e per questo ho frequentato e frequento ancora le aule scolastiche con la stessa curiosità che si deve alle sale d’attesa di una stazione.

In verità la scuola rappresenta un paradigma perfetto di uguaglianza perché nelle aule scolastiche non esiste (almeno non dovrebbe) il privilegio della prima classe.

La prima è solo una delle tante stazioni di un viaggio uguale per tutti.

Prima, seconda, terza, quarta, quinta elementare; prima media, seconda media, terza media sono luoghi della comunità dove i figli dei medici ed i figli dei braccianti s’incontrano.

Qualcuno potrebbe dirmi che, almeno in città, non è esattamente così per via di quartieri sempre meno eterogenei e di scuole private ben organizzate.

E’ certamente vero, ma il dispari inizia massicciamente alle superiori quando si è costretti a scegliere (troppo presto) fra l’istruzione liceale, tecnica o professionale.

I vagoni cominciano a non somigliarsi troppo, la prima classe ha ben altri arredi: i bagni sono tinteggiati e più puliti.

I binari saranno gli stessi, ma il viaggio in prima classe ha un altro sapore. Quelli della seconda scenderanno prima, alcuni avranno le ossa rotte dai sedili scomodi, soffriranno il caldo o il freddo a seconda delle stagioni.

L’uguaglianza è una promessa difficile da mantenere e per sopportare il peso del dispari la donna ha dovuto partorire il merito.

La scelta del migliore rappresenta l’unica via per una società libera, l’età aurea è nel cammino dell’educazione alla competenza.

I ricchi partono avvantaggiati, ma se l’aria condizionata non funziona allora puoi rivendicare il tuo diritto e affacciarti in altri scompartimenti. Te lo sei meritato, non tanto per il malfunzionamento, ma per aver rivendicato la sacrosanta prerogativa ad un viaggio dignitoso.

Meritare significa tornare al pari.

Pare che il mio Ministro stamane si sia dimenticato questa regola d’oro, il suo primo pensiero (ecco il dispari) è quello di aiutare i nostri giovani affinché possano farsi una famiglia, avere dei figli, vivere con serenità il loro progetto di vita.

Chi sono questi nostri figli e in che vagoni viaggiano, Ministro?

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