Lisistrata

Scrivere degli amici non è elegante: probabilmente perché di un amico non si può che scrivere bene e la fatica della lettura non sarà ripagata dal gusto del pettegolezzo. Per fortuna leggere non è dovuto e in oltre 10 anni sono rare le occasioni in cui ho parlato di Aprustum: per questo spero che la mia trascuratezza provochi minor pena.

Il 20 e il 21 dicembre scorso al Teatro Sybaris di Castrovillari è andata in scena Lisistrata, commedia di Aristofane rappresentata per la prima volta nel 411 a.Cad Atene in occasione delle Lenee, feste dedicate  alla divinità che presiedeva il teatro in Grecia. Il clima in cui nasce la pièceteatrale è quello della guerra del Peloponneso ed è certamente lo spettro della guerra il protagonista dell’allestimento di Aprustum. Il pubblico è accolto a sipario aperto e le scene di Andrea Magnelli propongono immediatamente una tripartizione dello spazio scenico. A sinistra gli uomini, a destra le donne e nel mezzo il luogo dell’eroe comico aristofanesco, caratterizzato da un usuale isolamento che si concretizza nello specifico della messinscena in una duplice sottolineatura. I fantocci sistemati sul proscenio rimandano ad una specularità dello sguardo. Il teatro viene riproposto come specchio e la regia di Massimo mira proprio a proporre il testo del drammaturgo greco come occasione di rivedere nell’antico le contraddizioni dell’oggi.

L’occupazione dell’Acropoli ateniese da parte delle donne segna l’esordio della vicenda, forse è proprio a causa di questo elemento così dirompente che il prologo musicale appare non necessario, mentre pienamente funzionali alla messinscena risultano le due parentesi musicali che assolvono al duplice compito di restituire la natura sonora della commedia greca e tracciare un segno con quella che poi sarà la conclusione della vicenda drammatica.

Nonostante il nostro piglio di spettatori, è proprio quando lo spettacolo assume i suoi tratti più formali, quando il testo diventa descrizione minuziosa del tempo greco che l’illusione del teatro si allontana riconsegnandoci nei volti gli amici di sempre. La sorprendente capacità di interpretare un testo così complesso resta la formidabile qualità di Aprustum, che ormai da 25 anni si misura con testi teatrali di prima grandezza. Il comico irrompe con la figura di Cinesia a cui Luca Donadio presta la voce: la coppia Cinesia-Mirrina, interpretata da una brava Martina Aloisio, gioca al rito antico della commedia: l’ottusità maschile è smascherata e la vicenda, come questo scritto, si avvia rapidamente a conclusione.

Il discorso di Lisistrata chiude le peripezie:  uno dei punti più alti del pensiero politico di Aristofane è magistralmente interpretato da Rosanna Guaragna, donna e attrice capace di restituire la limpida analisi del poeta comico, laddove il ricatto cede il passo alla riconoscenza.

Il finale è lasciato alla contaminatio, protagoniste le donne del movimento delle donne per la pace, Women Wage Peace, nato in Israele nel 2014 e promotore di una marcia lunga 200 chilometri che ha visto migliaia di donne ebree, musulmane e cristiane unirsi in un cammino di pace verso Gerusalemme. 

Antico e moderno camminano insieme, lo spettatore sembra essere investito dal desiderio di Lisistrata. Una clip della canzone Prayer of the Mothersmarca il confine fra ieri ed oggi. 

La sciarada è iniziata. 

Alla fine dello spettacolo saluto gli amici, chiacchieriamo assieme. Come già accaduto abbraccio Massimo e spero di essere rimasto almeno un attento spettatore.

Non possiamo essere tutto, ma si può provare a restare noi.

Grazie agli amici di Aprustum, felice 2018 a voi e a chi ha letto.

LISITRATA

di Aristofane

regia CASIMIRO GATTO Scene  Andrea Magnelli

conMartina Aloisio, Fedele Battipede, Francesca Bonifati, Laura Bruno, Rosa Maria Cappelli, Roberto Coscia de Cardona, Antonio De Biase, Filomena De Tommaso, Luca Donadio, Domenico Donato, Luana Fazio, Luigi Grisolia, Rosanna Guaragna, Domenico Perri, Maria Francesca Piragine, Katia Sartore, Lucrezia Zaccaro.

APRUSTUM associazione culturale.

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