La buona condotta del 16 marzo 2019.

Ero un adolescente. La mia professoressa di Italiano, Antonietta Gallavotti (che non potrò mai ringraziare abbastanza), in una di quelle prove che un tempo si chiamava semplicemente tema in classe, propose una traccia sul dissesto idrogeologico e sulle tematiche ambientali. 

Ricordo che con lei avevamo lavorato lungamente, quell’anno, su quei temi. La maggior parte della classe discettò sui problemi ambientali del mondo, ma nessuno tentò un approccio particolareggiato partendo dal nostro territorio. 

Alla consegna degli elaborati, che per me preludeva ad uno scontatissimo 4, Antonietta (mi permetto di scrivere solo il suo nome solo per semplificare la prosa) fu durissima. Ci rimproverò di essere ciechi e di non aver ben compreso i problemi legati a quei temi: non era possibile ragionare di questioni climatiche ed ambientali attraverso una semplificazione che vedeva il mondo in balìa dello smog e dei rifiuti ed il paese, invece, un’isola ecologica felice. 

Fu allora che compresi, pur non conoscendolo, l’effetto farfalla, introdotto dal matematico e meteorologo Edward Lorenz.

            Temo che questo concetto non sia ancora ben chiaro, perché ieri, nella mia ridente cittadina,

non si è sentito il bisogno di organizzare alcuna manifestazione per il Friday for Future.

Si potrebbe provare a scaricare – verbo quanto mai adatto all’elaborato – la colpa sui nostri studenti non abbastanza consapevoli, ma temo che così facendo finirei per collezionare l’ennesimo quattro.

Per arrivare a cinque potrei ipotizzare una scaletta e magari inserire qualche domanda, come spesso mi consigliava la mia professoressa d’Italiano.

  • Gli adulti del mio territorio sono consapevoli dei problemi ambientali?
  • Qual è il grado di attenzione dei genitori su questi temi?
  • La mia cittadina è pulita?
  • Gli spazi verdi sono curati e soprattutto sono considerati patrimonio da preservare?
  • Qual è il tasso di abusivismo edilizio?
  • A scuola c’è la giusta attenzione per questi temi?
  • Facciamo la raccolta differenziata anche in classe?
  • La mia aula alla fine della giornata è pulita oppure è un immondezzaio?
  • Cosa faccio io per vivere in un ambiente più salutare e più pulito?

Ecco, magari rispondendo a qualcuna di queste domande possiamo tentare di capire come mai ieri, a Castrovillari, il futuro non era in agenda.

Buona domenica.

Apparso su asteriscoduepuntozero


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