La buona condotta del 12 aprile 2019.

I ricevimenti genitori di aprile rappresentano l’ultima chiamata della scuola dei misericordiosi. Quello di aprile è l’estremo tentativo di salvare il salvabile. Non essendoci più nulla da salvare finiremo per salvarci tutti.

Nella mia scuola regna la rassegnazione. Poche e sconsiderate presenze.

Mi annoio, ma non è come nei primi anni d’insegnamento quando puntualmente l’assenza dei genitori in sorprendeva.

Sono preparato al vuoto di aprile. Aprile è un mese celebrativo: ci si affaccia a scuola per sentire buone notizie. Se non ci sono, tanto vale lasciar perdere e sperare nel miracolo della moltiplicazione.

Con me ho portato un libro. Si tratta di Via dalla pazza classe di Eraldo Affinati. E’ un libro appena edito, ritirato qualche giorno fa da Nicola, amico e libraio. Mi soffermo su un paragrafo. Sono all’inizio della lettura. Mi colpisce il titolo: “La finzione pedagogica”.

E’ una locuzione complicata per uno come me, per uno che ha fatto della finzione un credo. Affinati è uomo intelligente ed attribuisce a quel sottile meccanismo teatrale maggior valore di una semplice recita.

Per educare serve il massimo della verità o il massimo della finzione.

-Si accomodi, signora… sì, certo. Mi ricordo.

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