Il sabato del villaggio del 5 ottobre 2019.

Nella scorsa settimana sulle pagine del Quotidiano del Sud è apparsa la notizia della sospensione delle attività pomeridiane nel Parco Archeologico di Sibari. Mimmo Lione, amministratore unico delle Terme Sibarite, ha rivolto un appello al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini affinché si faccia carico della grave situazione in cui versa uno dei siti archeologici più importanti della nostra tradizione culturale. Purtroppo, non è la prima volta che i giornali sono costretti ad annotare l’incuria del nostro pregevolissimo patrimonio artistico, ma arrivare addirittura a chiudere un sito archeologico di prima grandezza per mancanza di personale è davvero il colmo. Il Parco Archeologico di Sibari e il Museo nazionale della Sibaritide, che conserva gran parte dei reperti delle campagne di scavo, sono la viva testimonianza di una civiltà antica e laboriosa che popolava le terre della piana. Da Sibari transitavano le merci provenienti dall’Anatolia, a Sibari la ricchezza, l’arte, il lusso divennero proverbiali. Sarà forse per questo che l’imperativo categorico della maggioranza di Governo è quello di non aumentare l’IVA. Nessun aumento, nessuna rimodulazione (i pannolini e gli assorbenti restano tassati al 22% e i preparati per il risotto al 5%), nessun aggravio fiscale nemmeno sul super lusso. Da nativo di Sibari non posso che esserne felice, ma vi prego, almeno restituiteci il custode.
Buona domenica e ricordate che di pomeriggio il Parco Archeologico è chiuso.

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