Il sabato del villaggio del 27 ottobre 2018

La bufera sollevata dalle frasi di Beppe Grillo sull’autismo e la sindrome di Asperger non è arrivata a fine settimana. La nostra società consuma tutto in poche giornate. Persino gli indignati non trovano facilmente lavoro e sono costretti al tempo determinato.

Non è da tutti fondare un Movimento e trasformarlo nella prima forza politica d’Italia. Le posizioni dell’elevato sono più chiare e coerenti di molti altri. Così coerenti da costringere il capo politico Cinquestelle (locuzione orribile) a sonore smentite. Detto ciò mi permetto di annotare una contraddizione che lo stesso Grillo legittima in un post apparso per chiarire la sua posizione. “Quando mai un comico cita delle patologie, o qualsiasi altra cosa molto seria, se non con l’intento di usarne la chiave metaforica? […] Non esiste il politically correct nel mio mestiere, se vuoi essere davvero un comico”.

Ha ragione: spuntare le armi della retorica può essere deleterio per la democrazia. Beppe Grillo dimentica, però, che il palco di un comizio, pur essendo fatto con lo stesso legno, non è esattamente quello di uno spettacolo.

Buona domenica.

Apparso su asteriscoduepuntozero.

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