Il sabato del villaggio del 21 settembre 2019.

Mercoledì scorso, durante una seduta della commissione sviluppo economico in Consiglio regionaledella Toscana, un eletto della Lega Nord ha posto l’accento sull’importanza del turismo in una delle Regioni più belle d’Italia. La sessione di lavoro prevedeva una discussione approfondita sulla legge regionale, che dovrebbe rilanciare il turismo in quella che da molti è considerata una delle terre più belle della nostra Italia.

Del resto, a ben vedere, chiunque legga queste righe avrà in mente lo splendore di Firenze, culla del Rinascimento, l’arte mirabile di Botticelli e di Michelangelo, la tela dell’Annunciazione di Leonardo agli Uffizi, il battesimo del Verrocchio, Palazzo Pitti e la Piazza della Signoria, il Lungarno e Santa Croce; chiunque, leggendo della terra di Dante, non potrà non pensare a Siena, Lucca, Pisa, alle Terme e agli ulivi.

Chiunque, ad eccezione di Roberto Salvini (non bastava Matteo!) che invece ha pensato bene di svecchiare l’immaginario paludato della terra etrusca, raccontando una nuova novella (non Santa Maria). L’altro Salvini ha affermato, dopo attento studio delle abitudini turistiche dell’italiano medio, che in fondo ogni turista cerca la cosa di cui ha maggior bisogno. Un ubriacone va a cercare una cantina, ma c’è anche altra gente che va a cercare altre cose. Il riferimento si è fatto via via più esplicito sino ad arrivare a sponsorizzare le donne in vetrina, vero polo d’attrazione, almeno a parere del secondo Salvini, di gran parte d’Europa: Germania, Olanda, Francia.

Un patrimonio culturale che va a puttane, si potrebbe scrivere questo nella Legge Regionale sul Turismo della Regione Toscana.

Pensiamoci.

Buona domenica, amici.

Apparso su asteriscoduepuntozero.

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