Il sabato del villaggio del 2 marzo 2019.

Non è un sabato qualunque, questo. Domani sarà la domenica di Re Carnevale.

Per me carnevale è essenzialmente il mio paese. Castrovillari ha una straordinaria tradizione carnascialesca e sin da bambino ho vissuto l’atmosfera della festa: prima lo stupore infantile dei colori, poi la gioia della mascherata, e via via la risata dello scherzo, l’orgoglio della città del carnevale documentato più antico della Calabria (1635), la noia dell’ennesima edizione. 

Da giovedì, con la consegna delle chiavi della città al Re Carnevale, si è aperta il sessantunesimo Carnevale di Castrovillari. Saranno certamente moltissime le persone che arriveranno nella nostra cittadina per trascorrere una giornata di allegria e spensieratezza e il nostro dovere è quello di essere ospitali.

Il turismo porta un indiscutibile beneficio economico, ma l’ospitalità non ha nulla a che vedere con l’utile di una comunità. E’ ben altra cosa. Essa si fonda sulla pratica antichissima del riconoscimento dell’uomo e sul conseguente dovere del benvenuto.

Chi pratica la grammatica dell’ospitalità non solo mette a proprio agio l’ospite, ma fonda una civiltà, restituisce, per dirla con Baroja, concreto spessore storico alla cultura del banchetto di cui Carnevale è felice espressione. 

Appena abbandonata la propria identità, con quella che nel mio paese chiamano a maskarata, prendersi cura degli altri, di tutti gli altri, non è uno scherzo.

Buona domenica!

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