Buona condotta del 6 ottobre.

Il professore è un funambolo:  l’equilibrio è una vecchia storia. Servirebbe una proteina capace di eliminare la vertigine del mestiere.

La campana è suonata da oltre cinque minuti, ma l’ultimo spettatore si attarda a parlare con Laura, una ragazza più grande che libera nell’aria il profumo della speranza. Provo a tenere unito il gruppo. Chiamo Fabrizio sporgendomi dalla porta e impedisco a Francesco di uscire, promettendo di lasciarlo andare appena sarà terminata la lezione.

Do un occhiata al raddoppiato registro. C’è da firmare sul cartaceo e sul registro elettronico. La chiamano semplificazione digitale. Qualcuno si siede spontaneamente, altri continuano a bighellonare per la classe con il telefonino fra le mani. Sono passati un altro paio di minuti. Prego Antonio di sedersi. Dice che non vuole, che non è un carcere e che si può fare lezione mentre lui è in piedi.

-Nessun problema, ma per cortesia vai in fondo alla classe… altrimenti Sara non vede. Sei alto 1.80!

Qualcuno ride. Alla fine Antonio si siede.

Non devo perdere il filo. Devo parlare del Barocco, della meraviglia, dello spaesamento, dello stupore. Il Barocco è lontano, troppo lontano. Penso sarebbe bello andare a Lecce. Lecce non è tanto distante da Sibari, ma ci sarebbe da stilare un itinerario, riempire un mucchio di carte, assumersi mille responsabilità, convincere i colleghi, la Dirigente, pregare qualcuno in segreteria di cercare un autobus, chiedere le adesioni, raccogliere i soldi, parlare con famiglie, controllare lo stato dell’autobus e dell’autista alla partenza e mille altre cose…

Dopo aver chiesto di mettere via i cellulari, inizio finalmente la lezione.

Un quarto d’ora è andato.

Da adesso ho più o meno 200 secondi per dire qualcosa di vagamente interessante.

Comincio con una cifra: 1.200.000 Euro. Le cifre sono un ottimo modo per iniziare una storia. La traversata è iniziata: da una parte il Barocco e dall’altra parte Banksy, uno che oggi ha stupito il mondo con un coup de théâtre. 

Il filo trema.

Devo ricordarmi del teatro. Nel seicento ci sono Shakespeare, Molière, Lope de Vega.

Non perdere il filo resta l’acrobazia più difficile. Sento sotto i piedi il canto della corda tesa, mentre s’imbrogliano le carte del passato con quelle di un episodio accaduto a Londra poche ore in un asta di Sotheby’s.

Li tengo incollati a me per 20 minuti, anche Antonio, un po’ contrariato, ascolta con il capo chino.

Non c’è la leggerezza che speravo, ma ho ancora una carta da giocare. Posso far finta di cadere e chiedere un ultimo sussulto.

-Non capisco se l’acquirente ha dovuto pagare il quadro che si è autodistrutto dopo esser stato aggiudicato? Mi aiutate a cercare, per favore.

I telefonini sono pronti. E’ una lotta accanita di sforzi inutili. La risposta non è sui siti, non si conosce neppure l’identità dell’acquirente.

Chi non è pronto a pericoli profondi, trappole non ha bisogno di essere un insegnante. Soprattutto non lo potrebbe.

Francesco è stanco. Avrei voglia di imporgli la calma con la forza, ma sul filo bisogna spostarsi con dolcezza.

La vertigine è in agguato. Cadere è facile.

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Questa opera si autodistruggerà entro cinque secondi: non è l’adattamento artistico dell’ennesima Missione Impossibile di Tom Cruise, ma ciò che è realmente accaduto ieri sera ad un’asta di Sotheby’s a Londra. Per gentile concessione di Banksy. La sua ‘Girl With Balloon’ era stata appena battuta per 1,04 milioni di sterline (circa 1,18 milioni di euro), quando la tela – davanti agli occhi sbigottiti dei presenti – è scivolata dalla cornice per riemergere sotto di essa ridotta a strisce da un tritadocumenti nascosto al suo interno ed azionato in sala probabilmente dallo stesso fantomatico artista britannico.

Il Guardian non ha dubbi: “Banksy ha fatto quello che potrebbe essere lo scherzo più audace nella storia dell’arte con uno dei suoi lavori più conosciuti”, scrive oggi il quotidiano, che pubblica le immagini dell’opera in brandelli – fortunatamente solo per metà – e dei presenti in sala che la guardano a bocca aperta.

Banksy, poco dopo ha postato su Instagram un’immagine dell’opera post-tritadocumenti con il titolo ‘Going, going, gone…’. “Sembra che siamo appena stati Banksy-zzati”, ha detto il direttore di Sotheby’s Alex Branczik. Non è chiaro, commenta il Guardian, se lo scherzetto aumenterà o meno il valore dell’opera. Intanto, la casa d’aste ha reso noto in un comunicato al Financial Times che l’acquirente è rimasto “sorpreso”.

da Huffington post

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