Buona condotta del 21 gennaio 2019.

Alcuni dei miei studenti hanno l’età di *, affogato il 18 aprile 2015.

I nomi sono purissimi accidenti, ma non per Cristina che lavora da ormai molti anni, per dare una identità alle 1000 vittime del il più grande naufragio civile avvenuto nel Mediterraneo nella storia del Dopoguerra.

E’ proprio grazie alla sua ostinazione civile che in questi giorni è tornata a circolare la storia di un ragazzo del Mali, quattordicenne, che aveva cucito in un lembo del giubbotto la sua pagella scolastica.

La vicenda, raccontata in Naufraghi senza volto (Cortina Editore), un libro scritto da Cristina Cattaneo (responsabile del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Milano), ha ispirato una vignetta a Makkox, disegnatore de L’Espresso e della trasmissione tv Propaganda Live, restituendo una triste celebrità al giovane adolescente.

Oggi ho consegnato pagelle: in ogni mano tesa mi sono figurato lo sguardo di tutti i genitori del mondo, l’emozione di quando fra qualche giorno andrò a ritirare la prima scheda di mio figlio Ismaele. Con la stessa caparbietà continuo a domandarmi quando, come ci sia capitato di non riconoscerci più come padri, di non comportarci più come madri.

Mentre il mare nostro affoga le altrui speranze, arriva il papà di Aamir a chiedermi dove può trovare il prof. di matematica.

-Lo trova in aula 12… arrivederci.

-Inshallah

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