Cronachette in Rosso.

DID in 320 PAROLE

In questi ultimi mesi abbiamo potuto registrare in tutto il Paese un sensibile aumento dei contagi da coronavirus. A seguito di un aumento esponenziale dei casi registrati, il governo si è visto costretto ad emanare un nuovo DPCM, che sarà in vigore sino al 3 dicembre prossimo venturo. Il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri prevede alcune misure per tutto il territorio nazionale: fra queste il ritorno alla Didattica a Distanza per tutte le scuole secondarie di secondo grado e il coprifuoco a partire dalle 22:00 con il ritorno per chi avesse necessità di spostarsi dopo tale ora della famigerata autocertificazione. La grande novità del dispositivo di legge è la divisione dell’Italia in tre aree: zona gialla per le regioni con basso rischio, zona arancione per le regioni con rischio moderato e zona rossa per le regioni ad alto rischio. La Calabria è stata individuata fra le regioni ad alto rischio. Leggendo i dati ci si accorge che la nostra regione, pur avendo un numero di contagi molto basso rispetto alle altre regioni nella stessa fascia di rischio, soffre di un sistema sanitario poco efficiente che l a colloca tra le zone a massima allerta. La decisione del Governo è stata fortemente contestata dall’amministrazione regionale e dalla maggior parte dei cittadini. I motivi delle perplessità riguardano soprattutto la scarsa organizzazione della sanità, che ad avviso di molti penalizzerebbe fortemente la nostra terra. Nino Spirlì, il Presidente facente funzione della Regione ha inoltrato un ricorso presso il TAR chiedendo la revoca del provvedimento emanato dal Governo. A parer mio la disputa fra Stato e Regione nasce dalla pessima strutturazione e dalla mancata realizzazione delle misure anti Covid seguite alla prima fase della pandemia. Forse sarebbe stato più utile chiudere le regioni e limitare le attività nel periodo estivo. Raffreddando la curva dei contagi non saremmo tornati a parlare di lockdown. C’è da dire che alla cattiva organizzazione si può aggiungere il cattivo comportamento della popolazione che spesso non ha rispettato al meglio le poche norme indicate (distanziamento sociale, uso della mascherina e frequente igienizzazione delle mani), favorendo la circolazione del virus. 

Sarebbe stato meglio prevenire, ma adesso non resta che curare, accettando le conseguenze delle nostre mancanze e dei nostri scorretti comportamenti.

TITOLO SAREBBE STATO MEGLIO PREVENIRE…

AUTORE I. A.

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