Di Francesco Gallo ed Ismaele Gallo
Alcune volte non avere le chiavi di casa può essere una fortuna, specie se a Castrovillari è già iniziata Primavera dei Teatri, una importante kermesse sui nuovi linguaggi della scena contemporanea che coinvolge importanti artisti di caratura internazionale. Per la prima volta dopo un po’ di anni questa rubrica diventa a quattro mani. Due sono quelle di chi ha sempre scritto e due sono quelle di chi ha iniziato a scrivere, pur avendo già un piccolo bagaglio di spettacoli visti e raccontati in altre forme.
Per Primavera dei Teatri venti/ventisei questa bagattella avrà una forma nuova.
Più o meno dieci righe da padre e più o meno dieci da figlio. Sia il padre che il figlio avranno una legenda che valuterà lo spettacolo da 1 a 5 fiori. Uno per gli spettacoli meno apprezzati, ma che meritano comunque un fiore, e 5 fiori per gli spettacoli imperdibili. Ah, i fiori non sono tutti uguali!
PADRE
Maiali rosa volanti di Giulia Carrara è uno spettacolo che si colloca nello spazio ambiguo fra gioco infantile e incubo sociale. In scena tutto appare leggero, assurdo, ma sotto il peso degli anni della protagonista si nascondono il desiderio di evasione, la paura di diventare addomesticabili, la fatica di distinguere il sogno dalla mania. Giulia Carrara costruisce immagini che non cercano il realismo, ma una verità storta e feroce, fatta di maiali esposti e ironia tagliente. Il titolo stesso è una promessa impossibile, che evoca la mancanza di gravità della protagonista. La fantasia consolatoria di Roger Waters e dei Pink Floyd segna il residuo ostinato di ciò che ancora rifiuta di stare a terra.
La supervisione artistica di Andrea Cosentino si avverte senza mai trasformarsi in un marchio invasivo. Rimane piuttosto un retrogusto preciso: quell’ironia sghemba e disarmante che incrina continuamente il senso della scena, facendo convivere comicità e disagio, gioco e disillusione. Vedere questo spettacolo con il proprio figlio seduto accanto finisce per trasformarlo in un monito intimo e doloroso: un promemoria di ciò che un padre non dovrebbe diventare e che invece, tante volte, per paura, per angoscia o per impotenza, rischia di essere.
2 Rose e un Ciclamino
FIGLIO
Maiali rosa volanti di Giulia Carrara è uno spettacolo che mi ha fatto riflettere. Si parla di una ragazza di nome Giulia, 32 anni, che si comporta come una bambina delle elementari. È ribelle, sognatrice e molto energica. La ragazza ha il sogno di diventare una cantante ma, suo malgrado, capisce che diventare una rockstar di successo è difficile perché solo uno su mille ce la fa. La pièce gira attorno alla domanda che perseguita la protagonista: “Perché Roger Waters sì e io no?”.
L’allestimento è gradevole, divertente e ironico. Nelle parti che riguardano le Poste Italiane l’ironia si trasforma in satira. Giulia Carrara ha impersonato perfettamente il ruolo di un’adulta che non è disponibile a rinunciare ai suoi sogni di bambina. Non ho gradito molto la durata di soli 40 minuti, sebbene lo spettacolo sia breve ma intenso. Quando vederlo? Maiali rosa volanti è uno spettacolo da vedere quando si vuole ridere e, contemporaneamente, volare verso il lato oscuro della luna.
3 Rose
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Maiali rosa volanti
Di e con: Giulia Carrara
Regia: Giulia Carrara
Supervisione artistica di: Andrea Cosentino
Sound design: Antonio Aprile
Light design: Antonella Bellocchio

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