KuroKo I giornata di Primavera 2024

KuroKo I giornata di Primavera 2024

NECROPOLIS di Arkadi Zaides è, prima di ogni altra cosa, uno spettacolo di teatro civile. Basterebbero queste parole a definirlo, se Igor Dobričić non ci mettesse in guardia dal pericolo insito nella stessa idea di civiltà: quando la memoria viene relegata all’oblio, la civiltà rischia di regredire in barbarie.

È proprio la memoria la vera protagonista di questo progetto potente e necessario, costruito attorno a una lista che registra i decessi di rifugiati e migranti che hanno tentato di raggiungere l’Europa. Un elenco interminabile di nomi, luoghi, date, redatto da UNITED for Intercultural Action e costantemente aggiornato grazie all’impegno di un vasto network di organizzazioni antirazziste attive in tutta Europa. Una contabilità della morte che diventa atto politico e testimonianza collettiva.

Il viaggio di Arkadi Zaides ed Emma Gioia prende avvio dal Teatro Vittoria e si trasforma in una ricerca meticolosa, quasi affannosa, dei resti materiali e simbolici di vite rimaste senza riconoscimento. È un’indagine che non concede tregua allo spettatore e lo accompagna progressivamente verso il significato più profondo dell’essere comunità: non come entità astratta, ma come corpo responsabile.

Se nel teatro greco i corpi morti erano banditi dalla scena, in NECROPOLIS essi tornano come presenza ineludibile, come accumulo di assenze che chiede ascolto. Attraverso il pensiero di Walter Benjamin, lo spettacolo ci ricorda che ogni documento di civiltà è anche un documento di barbarie, e che ignorare i morti significa tradire i vivi.

La libertà di movimento — suggerisce Zaides — dovrebbe essere restituita anche a quei corpi che l’Europa accoglie solo come salme. E se nella Città dei Morti non è rimasto più nessuno a ballare, è proprio questo “nessuno”, questo corpo di corpi — il corpo stesso di NECROPOLIS — che l’artista tenta di riportare in vita. Non attraverso la finzione, ma tramite un gesto radicale di responsabilità, che trasforma il teatro in spazio di memoria, lutto e resistenza.

Uno spettacolo necessario, capace di incidere, di restare, e soprattutto di interrogare.

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IDEAZIONE E REGIA
Arkadi Zaides

DRAMMATURGIA, TESTO E VOCE
Igor Dobricic

ASSISTENTE ALLA RICERCA
Emma Gioia

PERFORMERS
Arkadi Zaides, Emma Gioia

SCULTURA
Moran Sanderovich

MODELLAZIONE 3D
Mark Florquin

ANIMAZIONE AVATAR
Jean Hubert

ASSISTENTE ALL’ ANIMAZIONE
Thibaut Rostagnat

LUCI
Jan Mergaert

SOUND DESIGN
Asli Kobaner 

DIRETTORE TECNICO
Etienne Exbrayat

AMMINISTRAZIONE E PRODUZIONE
Simge Gücük / Institut des Croisements

COPRODUZIONE
Théâtre de la Ville (FR) | Montpellier Danse 40 Bis (FR) | Charleroi Danse (BE) | CCN2 Centre Chorégraphique National de Grenoble(FR) | les ballets C de la B (BE) | Tanz im August / HAU Hebbel am Ufer (DE) |La Filature – Scène nationale de Mulhouse (FR)

SUPPORTO ALLA RESIDENZA
CCN – Ballet de Lorraine (FR) | STUK (BE) | PACT Zollverein (DE) | WP Zimmer (BE) | Workspacebrussels (BE) | Cie THOR (BE) | RAMDAM, un centro d’arte (FR)

RICERCA DELLE TOMBE
Aktina Stathaki, Amalie Lynge Lyngesen, Amber Maes, Amirsalar Kavoosi, Andrea Costa, Ans Van Gasse, Arkadi Zaides, Benjamin Pohlig, Bianca Frasso, Carolina-Maria Van Thillo, Christel Stalpaert, Doreen Kutzke, Dorsa Kavoosi, Eleonora Soriente, Elisa Franceschini, Elvura Quesada, Emma Gioia, Eva Maes, Flavia Dalila D’Amico, Frédéric Pouillaude, Friederike Kötter, Gabriel Smeets, Giorgia Mirto, Gosia Juszczak, Igor Dobricic, Ilka Van Bijlen, Jordy Minne, Joris Van Imschoot, Julia Asperska, Juliana Andrea Tapiero Polanía, Juliane Beck, Katia Gandolfi, Katja Seitajoki, Lilas Forissier, Lina Gilani Tsitouri, Lovis Heuss, Luca Lotano, Lucille Haddad, Maite Zabalza, Maria Sierra Carretero, Mercedes Roldan, Myriam Van Imschoot, Myrto Katsiki, Nevena Delić, Osnat Kelner, Özge Atmış, Pepa Torres Perez, Sarah Leo, Selby Jenkins, Simge Gücük, Solveig Gade, Sunniva Vikør Egenes, Tamara Vajdíková, Tilemachos Tsolis, Valeria Povolo, Victoria Columba, Yannick Bosc, Yari Stilo

Francesco Gallo

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